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IL DECRETO DIGNITA` PUBBLICATO IN GAZZETTA
Preoccupazione di Rete Imprese Italia per i contenuti del provvedimento

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 161 del 13 luglio 2018, il decreto legge n. 87 del 10 luglio 2018, con le disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese. Il decreto è entrato in vigore il 14 lugli9 2018.

Si ricorda che, così come specificato nel Decreto, le disposizioni :

  1. si applicano ai contratti di lavoro a tempo determinato stipulati successivamente alla data di entrata in vigore del decreto legge;
  2. si applicano ai rinnovi e alle proroghe dei contratti di lavoro a tempo determinato in corso alla data di entrata in vigore del decreto legge;
  3. non si applicano ai contratti a tempo determinato e sulla somministrazione a termine non si applicano ai contratti stipulati dalle pubbliche amministrazioni, ai quali continuano ad applicarsi le disposizioni vigenti anteriormente alla data di entrata in vigore del decreto legge.

In sede di conversione in legge (L. 9 agosto 2018, n. 96, pubblicata nella G.U. 11 agosto 2018, n. 186, e in vigore dal 12 agosto 2018), anche a seguito di un pressante intervento da parte di Confartigianato è stata inserita una clausola di transizione, precedentemente non prevista, in base alla quale In merito all’entrata in vigore è stato precisato che le nuove disposizioni si applicano:

➢ ai contratti stipulati successivamente all’entrata in vigore del decreto nonché ➢ ai rinnovi ed alle proroghe dei contratti a termine successivi al 31 ottobre 2018. Alla luce di tale modifica viene, come detto, inserito un periodo transitorio in virtù del quale le proroghe ed i rinnovi dei contratti in corso intervenuti entro il 31 ottobre 2018 restano soggetti alla disciplina finora prevista dall’art. 21 del D.Lgs. n. 81/2015, che non richiede per tali fattispecie l’indicazione della causale (massimo 5 proroghe, durata massima 36 mesi).

 

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Intanto, dal punto di vista sindacale, il Decreto dignità , il primo atto organico del Governo Conte in tema di economia e lavoro, contiene disposizioni che preoccupano artigiani, commercianti e piccole imprese e deludono le aspettative di una reale virata delle politiche del lavoro e fiscali in grado di favorire un’accelerazione dei livelli di crescita che, principalmente a causa del deterioramento del quadro internazionale, mostrano qualche segnale di rallentamento”. Lo ha affermato il Presidente di Rete Imprese Italia, Daniele Vaccarino, nel corso dell’audizione tenuta ieri sera presso le Commissioni riunite Finanze e Lavoro della Camera. “Questo decreto, motivato da temi di sicuro rilievo, come la lotta alla precarizzazione del lavoro, al contrasto dei processi di delocalizzazione e a semplificare gli adempimenti fiscali a carico di professionisti e imprese, nella sua pratica articolazione – ha proseguito Vaccarino – ha prodotto l’irrigidimento nell’utilizzo dei contratti a termine, cioè proprio di quei contratti che hanno permesso negli ultimi anni di sostenere la nuova occupazione, l’introduzione dei maggiori vincoli per i beneficiari di aiuti pubblici che rischiano di penalizzare solo le piccole e medie imprese e alcuni parziali alleggerimenti degli adempimenti fiscali”.

 

 

 



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