L’EXPORT ITALIANO NEI PRIMI SEI MESI 2017 A +8,0%. MEGLIO CHE IN GERMANIA (+6,1%) E RITMO DOPPIO RISPETTO A FRANCIA (+3,8%).

Roma, 5 settembre 2017

Nel primo semestre del 2017 l’export dell’Italia cresce dell’8,0%, meglio che in Germania (+6,1%) e con un ritmo doppio rispetto a quello della Francia (+3,8%). Tra i maggiori paesi dell’Eurozona solo la Spagna fa meglio (+10%) dell’Italia.

Grazie a questa performance – resa possibile dalla competitività ed il dinamismo delle imprese manifatturiere italiane – l’analisi dei conti nazionali pubblicati venerdì scorso dall’Istat evidenzia che nel secondo trimestre 2017 (ultimo anno mobile) l’export totale di beni e servizi in rapporto al PIL si colloca sui massimi storici pari al 30,9% del PIL. La performance record del made in Italy è uno dei temi del rapporto “Piccole imprese nelle filiere globali” predisposto dall’Ufficio Studi per la Summer School 2017 di Confartigianato in corso a Roma.

Il rapporto esamina il ruolo delle piccole imprese nei processi di globalizzazione, sottolineando come il saldo del commercio estero è la componente del PIL che ha frenato la caduta del Prodotto dopo la crisi del debito sovrano: dal 2000 al 2010 infatti la crescita del PIL è tutta determinata dalla domanda interna, mentre nei sei anni che vanno dal 2011 al 2016 il PIL risulta in calo ma in questo caso la variazione del prodotto risulta dalla combinazione di una forte decrescita del contributo della domanda interna e di una apprezzabile crescita del contributo della domanda estera netta.

Le vendite del made in Italy crescono nei settori di MPI e nello specifico l’Italia è il primo Paese UE per export direttodelle Micro e Piccole imprese.

Brexit e crescita delle economie emergenti modificano profondamente gli equilibri geoeconomici: 2031 terminerà la lunga rincorsa della Cina il cui PIL, valutato in dollari correnti, sarà superiore a quello degli Usa e per quell’anno l’economia dell’”Unione europea a 28 meno 1” sarà il 54,1% di quella cinese.

Russia is back!  recenti analisi di Confartigianato hanno già evidenziato che – insieme con la Cina – il mercato russo è quello che ha registrato la maggiore crescita dell’export nel 2017.

Il rapporto esamina con dettaglio le tendenze dei mercati anglosassoni interessati dalla Brexit e dal protezionismo Usa con i dati sull’esposizione dei territori su questi due mercati chiave del made in Italy.

Il report esamina il trend recente delle variabili esogene internazionali, definite “oltre la siepe (nazionale)”: i tassi di interesse siano ai minimi e i prezzi energia portano nel 2016 ai minimi la bolletta energetica. Nel corso del 2017 si registra una risalita (1,8% del PIL).

Il report esamina le recenti tendenze della geopolitica dell’energia, con un focus specifico sulla crisi in Libia.

Con la food globalization si intrecciano i scambi commerciali di prodotti per l’alimentazione umana mettendo in evidenza la necessità per i consumatori di disporre informazioni sulla provenienza e la sicurezza dei prodotti. Nei primi cinque mesi del 2017 l’Italia importa da 140 Paesi prodotti per l’alimentazione umana, il 25,4% da Paesi extra UE.

Le interazioni nelle filiere globali determinano minacce legate alla delocalizzazione e alla contraffazione.

Si modificano le richieste dei cittadini europei nei confronti dell’Unione, focalizzate su gestione emergenza migranti e sicurezza. L’analisi dei dati rilevati da Eurobarometro – che pone a confronto due temi economici su Situazione economica e Disoccupazione e le nuove emergenze di Immigrazione e Terrorismo – evidenzia che dalla rilevazione di maggio 2015 il tema dell’immigrazione è stabilmente il fenomeno che, secondo i cittadini europei, è da affrontare prioritariamente. Nel dettaglio a novembre 2016 l’Immigrazione è indicata da quasi metà (45,0%) dei cittadini europei, seguito dal Terrorismo, indicato da circa un terzo (31,7%) dei cittadini. Nella fase più acuta della crisi dei debiti sovrani, a maggio 2011, la Situazione economica era indicata come tema prioritario dall’82,2% dei cittadini mentre a novembre 2016 la quota scende al 20,4%) e nello stesso arco di tempo la quota sulla Disoccupazione passa dal 45,4% al 16,2%.

Le sfide della globalizzazione sono evidenti anche per il turismo: un turista su due è straniero. L’Italia si colloca al 2° posto in Ue per le presenze turistiche degli stranieri che rappresentano il 49,3% del totale, di 3,2 punti percentuali superiore alla media europea di 46,1%. Per quanto riguarda la dinamica dei turisti non residenti nel 2017, fra i paesi maggiori per turismo, anche qui il primato è della Spagna con una crescita dell’8,1% rispetto al 2016 seguita dall’Italia con il +2,8% e Germania con il +0,6%.



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